Chi è Luigi Cesaro, alias ‘Giggin’ ‘a purpetta’, il nuovo capolista di Forza Italia al Senato

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È ufficiale: Mara Carfagna e Luigi Cesaro saranno i capolista di Forza Italia rispettivamente alla Camera e al Senato.
Lo hanno fatto sapere i vertici del partito di Silvio Berlusconi, che stanno presentando le liste del partito nella sede della Corte di Appello di Napoli.
La prima la conosciamo bene: ex show-girl, è stata Ministro per le pari opportunità del Governo Berlusconi IV.
Il secondo, conosciuto anche come “Giggin’ ‘a purpetta”, non è noto ai più, ma gli elettori dovrebbero essere informati meglio sul suo passato. E sul suo presente.

Del suo passato ci aveva informato l’esponente 5 Stelle Alessandro Di Battista, che nel luglio del 2014 pubblicò su Facebook una foto che raffigurava un parlamentare che dormiva, corredata dal commento: “Questo e’ il deputato Luigi Cesaro, “Giggin’ ‘a purpetta”, l’autista di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata. Cesaro e’ accusato di concorso esterno in associazione di stampo camorristico e di sostegno (con la sua attività politica) al clan dei casalesi.”

Questa informazione emerge da un’intercettazione ambientale dello stesso Raffaele Cutolo risalente al 2011. Il boss parlando con la nipote apprese che il figlio di questa aveva difficoltà nel trovare lavoro e le disse di mettersi in contatto con Luigi Cesaro. Riferendosi a lui Cutolo disse: “Questo, ora, è importantissimo. Io non ci ho mandato mai nessuno, ma è stato il mio avvocato e mi deve tanto.

Faceva il mio autista, figurati”.
Cesaro nel frattempo ha fatto carriera con Forza Italia, è stato presidente della provincia di Napoli, e oggi è diventato il capolista del partito al Senato, nonostante due settimane fa sia stato accusato di voto di scambio. Oltre a lui è indagato anche il figlio, Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale campano e Flora Beneduce, altra consigliera di Fi in regione Campania.

Tra gli episodi contestati, leggiamo sul Fatto Quotidiano, “la presunta raccomandazione di un praticante per entrare in uno studio legale che Cesaro avrebbe promesso ad un elettore in cambio di voti per il figlio, ma anche il pagamento di abbonamenti ad alcuni elettori alla piscina di Portici di proprietà dei Cesaro”.
Quanto scritto finora basterebbe, in una forza politica seria, per escludere il candidato dalle liste. All’interno di Forza Italia questi episodi sembrano invece fare curriculum.

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